Il Raggio d'azione
di una microspia
Argomento oggetto
di curiosità, domande e talvolta campo di battaglia "all'ultimo
metro" fra venditori. Come qualsiasi apparecchio radiotrasmittente,
anche una cimice è soggetta ad un raggio di azione estremamente
variabile. Non potendo ricorrere ad antenne esterne, antenne con
elevato guadagno e/o elevate potenze di trasmissione, salvo
compromettere dimensioni e occultabilità, molto dipende dall'uso di
ricevitori di buona qualità. Gli elementi che determinano il fattore
di attenuazione, quindi riducono la portata, sono essenzialmente
tipologia, entità e quantità degli ostacoli ambientali frapposti fra
trasmettitore e ricevitore.
Normalmente la potenza di un trasmettitore viene espressa in
milliwatts (mW) e spesso questa unità di misura viene vista come
proporzionale alla portata. In realtà se si raddoppia la potenza in
mW di un trasmettitore si otterrà un incremento di portata talmente
modesto da essere quasi impercettibile. L'unità di misura più adatta
ad essere proporzionata al raggio di azione è il "dBm".
Indicativamente, per raddoppiare la portata di un trasmettitore da
10mW (10dBm) bisogna irradiare circa 100mW (una ventina di dBm, 10x2
dBm). Analogamente per triplicarla serve circa 1Watt, pari a 30dBm,
10x3 dBm.
Altro luogo comune attiene la frequenza di trasmissione: non
esistono frequenze "miracolose" in grado di assicurare portate
estreme. Le comuni gamme radio VHF/UHF sono già ottimali. E' errato
ritenere le bande superiori (SHF - GHz) come le maggiormente
indicate per ottenere le migliori prestazioni. Oltre i 2,5-3 Ghz un
trasmettitore presenta un coefficente di penetrazione degli ostacoli
talmente svantaggioso da renderlo utilizzabile quasi esclusivamente
in portata ottica.